MARCO SCHIAVON

Pubblicato il 24 agosto 2023 alle ore 23:16

Buon giorno Amici di Sempre Al Verde,

 

Andiamo al sodo che l’argomento di oggi  scotta parecchio, come abbiamo già ribadito in precedenza, ci piace cercare informazioni che purtroppo in Italia non si trovano e abbiamo pensato di coinvolgere qualcuno, che le cose le sa.

Abbiamo intervistato MARCO SCHIAVON, attualmente professore all’università della Florida nel centro di ricerca Fort Lauderdale Research and Education Center, persona molto gradevole e disponibile, che ha accettato di collaborare con SEMPRE AL VERDE, al fine di promuovere in Italia, la sua attività negli Stati Uniti e creare quindi formazione ed informazione, attraverso una sezione sul nostro BLOG, interamente dedicata alle sue pubblicazioni non protette da copyright.

L’intenzione è di promuovere sempre di più, la cultura del tappeto erboso in Italia.

Marco attualmente non fa lezione agli studenti ma fa extension, che consiste nel diramare informazioni al pubblico e alle industrie di riferimento.

 

Chi è MARCO SCHIAVON ?

 

Vediamo insieme la nostra chiacchierata per conoscerlo meglio.

 

Marco si è laureato all’Università di Padova in Scienze Agrarie nel 2005 e nel 2008 ha conseguito la  specialistica.

 

M.S : ‘’Nel 2007 abbiamo fatto uno studio molto interessante, ma purtroppo coperto da copyright  riguardante 10 cultivar di Cynodon, per studiare la possibilità di farle crescere al nord Italia, dieci anni fa, di Cynodon non se ne parlava al nord.

Abbiamo capito che il rinverdimento o green up primeverile è collegato alla quantità di zuccheri che ci sono nei rizomi e stoloni della pianta, maggiormente essi sono presenti, prima avverrà il green up. In seguito mi sono occupato principalmente di macroterme, tra l’altro la cosa bella è che le cultivar più resistenti al freddo vengono quasi tutte da Oklahoma State. Ad esempio Tahoma 31 è molto resistente al freddo e molto tollerante alla siccità e sono cultivar che al nord Italia funzionerebbero molto bene con inverni rigidi e più lunghi. Ad esempio, nella parte nord della Florida, dove invece le temperature invernali scendono sotto i 10 gradi, ma solo per una o due settimane, le stesse cultivar, non sanno neanche loro se andare o meno in dormienza.

S.A.V : Succede anche qua, o così mi dicono sullo Steno, amici Siciliani che a volte  quasi non va in dormienza o ci va per metà. Sulle cultivar di Steno abbiamo molto da imparare, si conoscono poco, soprattutto  le varietà che abbiamo a disposizione.

Mi parli un pò di Steno?

 

M.S : Anche qui a MIAMI in realtà dicono che sia Floratam però in realtà sarebbe da verificare, secondo me voi avete la stessa, almeno, se è chiara sicuramente è quella, tra l’altro credo che sia  degli anni 70, e la più vecchia in circolazione con le maggiori possibilità di essere stata esportata a suo tempo. State comunque molto attenti a dove lo posizionate in Italia, non andrei ancora troppo a nord.

Esistono cultivar di Steno molto resistenti al freddo  come la RALEIGH, qui ogni stato sviluppa delle cultivar che si adattano meglio alla propria zona climatica, come le cultivar che arrivano dallo stato della Florida che non saranno mai resistenti al freddo.

Mentre in North Carolina che è più a nord ed è una zona di transizione pura, va bene la RALEIGH e siamo come se fossimo a Roma.

In ogni caso se cresce Paspalum, cresce anche Stenothaprum, il Paspalum non è molto resistente al freddo. Tra l’altro qui lo Steno è considerata ad alta manutenzione e a bassa manutenzione abbiamo il bahiagrass, il  Paspalum notatum.

Ad esempio la Zoysia può essere considerata a bassa manutenzione e a livello paesaggistico è fenomenale e ha bisogno di meno azoto.

S.A.V: Si ne ho anche io una pianta a Varese, quest’anno non l’ho neanche quasi guardata, tagliata poco,  buon recupero ma è lenta.

M.S: Si è lenta il problema è un po' quello, ma al nord Italia avendo i nuovi ibridi di Zoysia,  hanno molto più potenziale, anche nella tolleranza al freddo.

S.A.V: Cosa si intende per tolleranza al freddo?

M.S: Normalmente le piante tolleranti al freddo vanno in dormienza prima e hanno un green up anticipato rispetto alle altre. Le piante tolleranti al freddo infatti vanno in dormienza e si proteggono quando arriva il freddo.

S.A.V: Da Padova poi dove sei andato?

MS: New Mexico e nel 2013 e ho fatto il dottorato e cominciato ad interessarmi di acqua, trattando principalmente Cynodon e Paspalum vaginatum e resistenza alla salinità . New Mexico in realtà è una zona di transizione, ha delle estati molto calde e molto ventoso  a 1400 Metri  S.l.m. Parliamo quindi di cultivar con sei mesi di dormienza e sei mesi di attività vegetativa. Verso novembre, ad Halloween andavano in dormienza fino a maggio.

S.A.V: Come più o meno un Cynodon nel nord Italia quindi?

M.S: Esatto e di inverno era comunque rigido.

Ho lavorato poi  con diversi tipi di irrigazione e vari tipologie di agenti umettanti. Qui parliamo di industria del golf. L’umettante funziona molto bene, il problema erano i costi dei prodotti e nessuno aveva la capacità economica delle applicazioni a meno che non era  strettamente necessario. L’altro problema erano le concentrazioni molto alte di prodotto.

In tutti gli stati dove ho provato i vari umettanti, New Mexico, California e Florida non ho trovato differenze di qualità tra i prodotti. Funzionano tutti allo stesso modo, diminuendo la tensione superficiale dell’acqua , indipendentemente se lo vendono da umettante penetrante o surfattante idratante.

I test sono stati eseguiti su suoli sabbiosi con almeno il 70% di sabbia come nel New Mexico e l’ 80% in California e in Florida invece è tutta sabbia, sono terreni che drenano immediatamente. Qui a  Miami dove sono ora i terreni nativi sono così e attualmente non abbiamo nessuna prova delle differenze tra idratante e penetrante.

La sabbia tende, specialmente se non si irriga di continuo, a diventare idrofobica.

S.A.V: Qualsiasi granulometria? Nelle prove  fatte da me a casa, la sabbia più idrofobica   risulta quella più fine, mentre la granulometria più grossolana mi da l’impressione di un migliore stato di salute della pianta con un approfondimento radicale migliore.

M.S: Si, a livello radicale probabilmente avrai un maggiore approfondimento, ma se togli completamente l’acqua diventerà idrofobico anche quello e sarà soggetto nel tempo a dry spot. Bisogna strutturare il terreno, nei green può arrivare  il famoso Fairy Ring dove anche le spore sono idrofobobiche e la correlazione tra dry spot e fairy ring è evidente. Uno  dei problemi dei  green è l’altezza di taglio molto bassa e va irrigato sempre perchè ha poche radici, la correlazione tra altezza di taglio e approfondimento radicale è innegabile.

S.A.V: Qui da qualche tempo si trova la Zeolite, cosa ne pensi?

MS: Attualmente non abbiamo fatto nessuna prova a riguardo, per cui non ti so dire con certezza. Se l’idea teorica è usare zeolite per aumentare la ritenzione idrica del suolo rispetto alla sola sabbia, potrebbe funzionare a livello ornamentale. Non so in campo sportivo che applicazione può avere, i golf mentre si gioca, li vogliono più secchi possibile. Per le altre proprietà come aumento di capacità di scambio cationico al suolo negli Stati Uniti, non c’è nessuno che dice di usarla in merito.

Tu conosci Micah Woods?

S.A.V: Certo, ovviamente di fama, mi piace andare a vedere tutte le scuole di pensiero, per quando concerne la gestione del  tappeto erboso. Mi piace farmi anche a me le mie idee.  Tu ad esempio in una pubblicazione hai scritto che non bisogna seguire un rapporto di  gestione di antagonismo calcio e magnesio, altri invece scrivono che è fondamenale per la salute della pianta.

M.S: La scuola di pensiero dominante ed anche la sua, è quella di usare meno risorse possibili, la fertilizzazione deve essere introdotta, non sulla base dell’analisi del suolo ma sulla risposta del tappeto erboso. Se il tappeto erboso ha un’aspetto ed una qualità sufficiente, non c’è nessuna ragione di fertilizzarlo ulteriormente. Ad esempio i programmi di fertilizzazione che abbiamo per le macroterme sono tutti basati sul massimo della risposta che ti può dare la pianta con 5grammi di azoto m2 per mese nella stagione di crescita.

S.A.V: 5grammi per tutte le cultivar?

M.S: Alla Zoysia ne diamo meno.

S.A.V: 5 grammi di che tipo di azoto? Minerale, organico?

M.S: 70/30 con la maggior parte organica e il resto urea. In realtà le macroterme sono quasi tutte depauperanti, quindi hanno bisogno di azoto, noi le spingiamo solo nella crescita vegetativa, e non abbiamo bisogno della parte riproduttiva del tappeto erboso. Il fosforo sostanzialmente serve solo in fase di semina.

S.A.V: Nella analisi del terreno fatte è già presente fosforo?

M.S: E' sufficiente. La quantità di fosforo che ha bisogno una macroterma insediata è bassissimo, forse 1 grammo m2 anno. Il fosforo nelle macro è un regolatore dell’attività riproduttiva ma non dell’attività vegetativa.

Il Potassio invece, sarebbe come la vitamina C. Abbiamo diversi studi che dimostrano che sia Zoysia che Steno, è sufficiente un rapporto di 3/0/1.

Se hai una buona qualità dell’acqua, un PH non molto alto e un terreno non sodico,   non ci sono studi che dimostrino che serve altro ad un tappeto erboso di macroterme. A PH del terreno elevati si consiglia invece del chelato di ferro fogliare, non al suolo poiché diventerebbe insolubile e non estraibile dalla pianta.

La scuola di pensiero principale quindi sostiene, che anche  facendo delle analisi al suolo e fornendo più elementi, non si hanno miglioramenti ulteriori.

La piramide dei 3 fattori che determinano le situazioni per cui il tappeto erboso non è in salute mette alla base l’acqua . E’ la piramide delle probabilità di cosa sta funzionando male nella gestione.  Nel tappeto erboso ornamentale le maggiori difficoltà derivano da impianti totalmente inadeguati.

N.1 alla base ACQUA

N.2 MALATTIE /PATOLOGIE

N.3 NUTRIZIONE solo alla punta della piramide.

S.A.V: Parliamo sempre di Macroterme ?

M.S: Si sto parlando di macroterme, le microterme se si ammalano, molto spesso hai sbagliato a fare applicazioni azotate, le patologie sono molto controllate dall’azoto, ad esempio applicazioni liquide, magari  in un momento in cui di giorno fa molto caldo e ancora freddo di notte. Funziona lo stesso anche con Zoysia e Steno con il large patch. Il patogeno lavora bene quando la pianta va in condizioni di stress e non nelle condizioni climatiche migliori della crescita.

Sbagliando le concimazioni azotate si possono avere effetti molto negativi.

Normalmente usare solo minerale e solo solubile, aumenta l’esposizione al rischio delle patologie. Ci sono comunque concimi a lento rilascio che sono molto validi per la gestione della nutrizione. Molto bene l’urea ricoperta o inibitori anche se con le alte temperature il rilascio sarà più veloce.

S.A.V: Cosa si potrebbe fare per attirare maggiormente i ragazzi nelle università e scegliere il tuo percorso di studi?

M.S :In realtà da quando sono andato in USA c’è più movimento, pur facendo tappeti erbosi sono cosciente che stiamo lavorando per il territorio, il mio lavoro è usare meno input possibili e diminuire al minimo l’impatto ambientale avendo tappeti erbosi sostenibili. Ci saranno sempre persone a cui piace il tappeto erboso, ma si può lavorare anche in maniera sostenibile, cioè senza usare troppa acqua , pesticidi e meno fertilizzanti.

In Italia abbiamo territori meravigliosi che devono essere protetti e più andiamo verso un’agricoltura sostenibile e più funziona tutto per il verso giusto. Ad esempio in USA abbiamo i Golf che sono un’attrazione per il turismo, in Italia c’è il territorio che ha un valore  paesaggistico importante, che può e dovrebbe funzionare da traino per il turismo. Abbiamo in Italia parchi, borghi che devono essere curati a dovere, sai quanti americani vogliono venire in Italia a passare le vacanze?

Prima c’era solo Venezia, Roma, Firenze, ora invece sono molto amate e considerate, le campagne toscane o il lago di Garda, le Dolomiti, quindi capisci che c’è moltissimo lavoro da fare e proteggere il nostro territorio aumentanto l’appetibilià dell’Italia anche all’estero sotto questo punto di vista.

Ad esempio in California la spinta politica è eliminare il tappeto erboso, secondo me eliminare il problema alla radice senza effettuare studi di impatto ambientale ne crea molti altri. Togliendo il tappeto erboso si toglie una superficie traspirante aumentando ulteriormente la temperatura e e di conseguenza si aumenta  l’uso ad esempio  di  aria condizionata o altri meccanismi di raffrescamento. Dobbiamo creare anche noi in Italia, più posizioni tecniche, non solo  scientifiche che sanno quello che fanno e sono in grado di gestire questo tipo di problematiche. E’ con l’educazione e la formazione che si risolvono i problemi non mettendo la testa sotto la sabbia.

S.A.V :Sono pienamente d’accordo con te. Torniamo alle piante, come tamponare il fenomeno del looping stolons su steno?

M.S: Tagliare più alto, lo Steno in Italia viene tagliato troppo basso, 7.5 minimo meglio 10 cm, perché è l’altezza corretta della cultivar. Lo Steno fa un sacco di stoloni, sono grossi e non bellissimi da vedere. La foglia cresce di più  con maggiore superficie fotosintetica , con i 10 avrai un beneficio sull’apparato radicale e ti difendi dalle infestazioni di Cynodon, perché l’unica cosa che la ferma è l’ombra, mentre lo Steno è la macro che resiste meglio all’ombra, il Cynodon non cresce. 

S.A.V : Per chi non lo sa, cos’è NTEP?

M.S: Tutti gli stati in USA che hanno un programma su tappeto erboso, hanno un NTEP, che sta per National Turfgrasss Evaluation Program e vi sono tutte le specie sia da tappeto erboso e anche non da tappeto erboso, che vengono testate. Materiale genetico da provare delle ditte sementiere, ad inizio anno sono stato convocato per testare  Steno e Paspalum vaginatum per i prossimi 5 anni, e lo farò molto volentieri.

Marco e il suo team dopo, che hanno piantato l’NTEP di seashore  a FLREC il 26 giugno

 

 

S.A.V: Bluemuda si o no?

M.S: Potrebbe andare in una zona di transizione senza avere i due estremi climatici.

S.A.V: Cultivar nuove di Steno o Cynodon, ho sentito parlare della TifTuf.

M.S: Citrablue come Steno con crescita orizzontale a taglio 5/6 cm con un bel colore, ma quando ci cammini sopra sembra un trampolino, come Zoysia.

In Texas stanno spingendo molto Zoysia e come zona  sarebbe simile alla pianura padana.

Cynodon, non capisco come fate a non avere la Tiftuf, che è veramente una cultivar eccezionale.

S.A.V: Mi spieghi, visto che sei un grande esperto di irrigazione, come effettuare la corretta irrigazione e a che livello di stress idrico deve esere irrigata?

M.S: Nelle macroterme su terreno medio impasto, le irrigazioni devono essere fatte meno frequente e più profonde, il problema delle microterme invece le irrigazioni  non servono solo per dar da bere ma a volte anche per abbassare la temperatura in estate. La macro va irrigata in stress idrico, quando ad esempio metto il piede e vedo che non torna su. Nelle microterme dobbiamo anticipare questa cosa, perché è più lenta a rispondere e non dobbiamo creare ulteriore stress, soprattutto in estate. Nella micro comunque  la frequenza irrigua è maggiore di solito. Irrigare sempre la mattina prima dell’alba e la quantità corretta dipende dal terreno, noi ad esempio gestiamo le macro con 10mm ad irrigazione.

Dipende comunque tanto dall’età del tappeto erboso e dalla sostanza organica presente.

S.A.V: Esatto, raccontami dell’importanza della sostanza organica nel suolo.

M.S: Fondamentale nei tappeti erbosi ornamentali per la miglior mineralizzazione dell’azoto, aumento della ritenzione idrica.

S.A.V: come faccio a portare la cultura del tappeto erboso in Italia?

M.S: Se riusciamo a far capire alla gente che ci sono vari livelli di manutenzione in un tappeto erboso, cercando di diminuire gli imput e accontentandosi di  un livello  estetico sufficiente, per le attività che devono fare, magari il tappeto erboso può essere apprezzato da molte più persone .

Ad esempio TifTuf a livello ornamentale sarebbe perfetta, non è bella come Tifway ma se togli concime, acqua non scende la qualità.

Se la gestisci con un regolatore di crescita risparmi un ulteriore 15/20% di acqua .

A livello di taglio tutte le gramigne da seme vanno meglio per i tagli alti.

La minor manutenzione possibile comunque Steno o Zoysia. Per la manutenzione lo Steno, Verticut al bisogno, tieni conto che più cresce orizzontalmente, più devi agire con Verticutting.

S.A.V: Si può gestire un tappeto erboso senza chimica ?

M.S:  Si ma almeno con concimi minerali, solo organico no.

S.A.V: Ci sono delle patologie che avete ed è possibile che arrivino qui in in Italia?

M.S: Un virus tropicale che ha fatto il salto dalla canna da zucchero. Devastante su Floratam in due o tre anni puoi buttare via tutto. Non si cura.

Sugarcane mosaic virus, la possono prendere tutte le St.Augustinegrass ma non tutte sviluppano necrosi ma a discapito della qualità estetica. Uccidere un virus nelle piante è davvero complicato.

S.A.V: Come va gestito il classico mix festuca poa pratense?

M.S :Il mix è una buona scelta, perchè aumenta la biodiversità anche per un discorso di patologie. Sono un grande fan della festuca visto che mi occuppo di risparmio idrico. Per le irrigazioni darei acqua come se fosse solo festuca, visto la capacità di recupero della poa. La poa usa l’acqua meglio di una festuca . L’uso dell’acqua scientificamente  corrisponde a  quanti grammi di biomassa produce per litro di acqua. La poa produce più biomassa della festuca a parità irrigua . Come fertilizzazione starei in mezzo tra festuca e poa circa 18/20 g N

S.A.V: Rhizoctonia solani su f.a?

M.S: Il problema è sempre l’azoto solubile, bisogna stare attenti a dosarlo.

Marco con il TDR.

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Commenti

Paolo
un anno fa

Grazie allo staff che arricchisce ogni giorno questo blog rendendolo davvero unico e prezioso.
Un plauso anche a Marco che si è reso disponibile a condividere le sue conoscenze per aiutare anche gli altri!

Sempre Al Verde
un anno fa

Grazie dei vostri messaggi, potete interagire e fare domande al Dott. Schiavon, vi risponderà appena possibile.

Claudia
un anno fa

Grazie a Sempre al verde, siete grandiosi e grazie al Dott. Marco per questa bellissima iniziativa.

Stefano
un anno fa

Articolo davvero molto interessante! Grazie Dott. Schiavon, e grazie a sempre al
Verde di condividere con noi queste informazioni!

Marco
un anno fa

Grazie mille allo staff. Trovare queste nozioni in italia, è sempre più difficile!

Cristiano
un anno fa

Complimenti davvero!
Grazie sempre al verde e grazie dott. Schiavon.

Giuseppe
un anno fa

Fantastica iniziativa, complimenti al Dr. Schiavon per la sua esperienza negli Stati Uniti.

Fabrizio
un anno fa

Finalmente informazione, quella vera e non solo a livello commerciale.

Fabio
un anno fa

Potrei chiedere al Dott. Schiavon se hanno varietà di Steno da seme?

Marco Schiavon
un anno fa

Nel mercato USA non ce ne sono, ma ne ho appena seminata una nel nuovo NTEP che mi e' stata fornita da Semillas Fito', dicendomi che viene dal Brasile. Come insediamento e' decisamente piu' lenta rispetto al plugging e non so se loro la stiano gia' vendendo in Spagna

Federico
un anno fa

Complimenti ragazzi, articoli sempre molto interessanti. Bellissima iniziativa oltre confine.. continuate così!!

Andrea
un anno fa

Un'idea davvero fantastica, complimenti al Dr. Schiavon, una domanda per lui:
Zoysia e tolleranza in ombra, ovvero quante ore di luce diretta ha bisogno? Mi trovo al nord Italia e ho degli alberi in giardino. Grazie