LA CONCIMAZIONE- parte 1

Pubblicato il 16 marzo 2023 11:19

Ben ritrovati Amici di Sempre Al Verde,

 

Negli articoli precedenti, abbiamo studiato cos'è  NPK , ed il ciclo dell'azoto, argomenti importanti, che gettano basi solide, sulla nostra gestione.

Apriamo quindi un primo paragrafo introduttivo sulla concimazione del nostro tappeto erboso. 

Partiamo con un articolo semplice ma interessante.

 

Perché dobbiamo concimare?

 

Intanto possiamo iniziare il discordo chiarendo subito, che la concimazione, è un atto di nutrizione, un atto fondamentale nella cura del nostro prato. Un tappeto erboso, quindi, per vivere a pieno le sue potenzialità andrà nutrito con tutti gli elementi necessari per la sua salute. Ricordiamoci che un prato sano, ci darà meno problemi e più soddisfazioni.

La scelta di un concime risulta spesso complicata, la scelta che i fornitori e le aziende mettono a disposizione ad oggi, è immensa ed articolata.

A volte vengono proposte dalla stessa azienda, più tipologie di concimi, per lo stesso scopo, esempio classico di questo periodo concime granulare di spinta vegetativa, quindi, l'incertezza nell'acquisto è molta e a volte destreggiarsi tra tutti questi prodotti diventa complicato. Ne acquistiamo uno e successivamente ci accorgiamo, che avremmo potuto fare una scelta differente o migliore oppure siamo contenti del materiale acquistato, perché abbiamo raggiunto lo scopo desiderato. 

 

Partiamo da un presupposto :

 

Il tipo di cultivar : Dal tipo di cultivar possiamo ricavare un dato  molto importante,  il fabbisogno nutrizionale MEDIO.

 

Ogni pianta ha un fabbisogno diverso di nutrizione e nel tappeto erboso, il dato da considerare che comanda è l'azoto (N).

Ogni cultivar, quindi, ha un diverso fabbisogno azotato, ad alcune piante ne servirà di più ed ad altre meno durante l'anno.

Facciamo un esempio partico :

 

Cynodon VS festuca arundinacea 

 

La prima cultivar è una macroterma con un fabbisogno nutrizionale MEDIO di circa 40 grammi di azoto m2 annuo.

La Festuca arundinacea è una microterma con un fabbisogno nutrizionale MEDIO di circa 15 grammi di azoto m2.

 

Cosa cambia?

 

Cambia la quantità e la qualità di concime che andremo a somministrare al prato.

 

NB : Parlo di fabbisogno nutrizionale medio poiché, nessuno è in grado di stabilire in un tappeto erboso, soprattutto se di nuova costruzione, l'esatto fabbisogno di quella pianta durante il ciclo vegetativo, intanto, perché il clima varia di anno in anno e come un cynodon al nord può vegetare per 6 mesi l'anno, in quello successivo, magari  resterà in attività per 7 o per 5 mesi, poiché le temperature autunnali caleranno prima del previsto.

Capite quindi che con un mese in più di nutrizione o un mese in meno, la somma totale di azoto sarà diversa. 

Lo stesso ragionamento lo possiamo fare per una microterma, dove in un anno qualsiasi, potrebbe tardare di molto la ripresa vegetativa, quindi con temperature a marzo o aprile  al di sotto della norma e partire in ritardo con conseguente fabbisogno azotato annuo diverso dall'anno precedente.  

Questo non vuol dire che una festuca in inverno non consumi azoto, ma le funzioni vitali sono molto rallentate, con conseguente risparmio e minor consumo.

Non sono solo, tra l'altro, le temperature a decidere quanto azoto andrà poi somministrato. Il terreno è un dato fondamentale, la CSC del suolo, il tipo di concime azotato ( a cessione ''immediata'', a lenta cessione, cessione programmata),  lo sfruttamento del prato, quindi calpestio, le zone in ombra o al sole. I fattori sono davvero molti per definire un numero assoluto ed incontrovertibile.

Non preoccupatevi, con l'esperienza e con il tempo, vi basterà un colpo d'occhio per capire se il vostro prato avrà fame, anche solo dal colore.

 

N/m2 è l'unità di misura, quindi : GRAMMI DI AZOTO AL m2 

 

Nell'articolo NPK abbiamo già visto come si sceglie un concime in base alle percentuali di questo elemento.  lo trovate qui CONCIMAZIONI

Questo argomento verrà comunque ampliato e ne vedremo ogni sfaccettatura.

 

La scelta del concime dipende dal tipo di gestione che vogliamo applicare al tappeto erboso, il numero di concimazioni anche.

Non esiste un numero massimo o minino di concimazioni, esiste solo la voglia ed il tempo che avremo da dedicare al nostro prato. Questo in linea di massima, certo, l'importate è che comunque, l'esigenza della pianta venga soddisfatta in termini di nutrizione e gestione.   

Il Ph come abbiamo già visto, influenzerà la scelta delle concimazioni, magari non tutte, ma in parte sicuramente.

 

Che tipo di concimazioni possiamo fare?

 

Esistono  principalmente 2 tipologie di concimazione, quella granulare o quella liquida.

Possiamo fornire NPK o solo uno dei macro elementi, in forma granulare, oppure possiamo fornire NPK o sempre uno dei macro elementi in forma liquida con concimazioni fogliari, radicali o fertirrigazione. Per i microelementi e i mesoelementi funziona allo stesso modo.

I prodotti certo non mancheranno, ci sarà da mettersi d'impegno, per studiare come sfruttarli  al meglio ed avere la soddisfazione di un tappeto erboso in salute.

 

Come scegliere il concime quindi?

 

Il concime andrà scelto in base al periodo vegetativo della pianta, ed in base alla scelta degli elementi che vorremo inserire in quel momento, quindi al fabbisogno nutrizionale della pianta.

 

I liquidi saranno ad  esempio, concimi agricoli, concimi organici o quello che preferiamo contenenti l'elemento o gli elementi desiderati, ed andranno applicati con pompa spalla a livello fogliare o radicale. 

 

Esempio Urea disciolta in acqua ad applicata a livello fogliare.

Oppure Fe chelato disciolto in acqua applicato a livello fogliare

Oppure Borlanda liquida organica applicata a livello radicale

Mi fermo qui su questo argomento perché complesso e ne verrà fuori un interessante pagina. 

 

Parliamo  di granulari invece.  

 

I granulari sono quei concimi di forma sferico più o meno regolare, che possono contenere organici,  macro e al volte anche micro e meso elementi. 

 

Possono essere di natura minerale, quindi solo NPK +  MgO (magnesio ) ad esempio. 

Possono essere organici, quindi di natura di derivazione animale, vegetale o mista. 

Possono essere organo-minerali, quindi in questo caso la componente minerale sarà rivestita da una componente organica.

 

I concimi granulari una volta toccato il suolo ed attivati (qui si apre un mondo, faremo una pagina dedicata ), rilasceranno più o meno velocemente le sostanze nutritive  in base al loro rivestimento, in base al tipo di azoto presente nel concime o alla percentuale dell'azoto ricoperto da zolfo, polimero, organico, torba ecc, 

 

Apro una piccola parentesi sulle tipologie di azoto:

l'azoto in forma nitrica viene assorbito immediatamente, poiché non deve essere trasformato dai batteri per essere assorbito dalla pianta.

L'azoto ammoniacale in parte potrà essere assorbito, una parte verrà trasformato in nitrico, avrà quindi anch'esso un assorbimento molto veloce.

L'azoto ureico deve essere prima trasformato in ammoniacale e successivamente in nitrico, quindi un assorbimento un pochino più lento delle altre due forme.

L'azoto organico è un azoto naturalmente a lenta cessione, ed in base alla carica batterica del suolo verrà scisso e degradato.

 

Queste sono le macro distinzioni, per cominciare ad incamminarci nella scelta della tipologia di concime.

 

Facciamo quindi un esempio pratico comune.

 

Andiamo quindi nel nostro garden ed impariamo ad analizzare la carta d'identità del concime così da essere più autonomi possibili della scelta.

 

 

Abbiamo quindi un NPK (arrotondiamo i numeri)  18/3/15

I numeri sono tutti riferiti alle percentuali sul totale(100%), quindi avremo :

 

18% azoto

3% di fosforo

15% di potassio

 

All'interno del 18% di azoto TOTALE ci sarà:

1.3 % di ammoniacale ( piccola parte di azoto a cessione immediata per ristabilire un equilibrio nutrizionale nel breve tempo.

 

8.2% azoto ureico ( quindi la tipologia di azoto più comunemente usata che verrà trasformata prima di essere assorbita, nutrirà la pianta successivamente all'azoto ammoniacale

 

8.5% Ureaformaldeide (Mu)  considerato azoto a lenta cessione.

Ovvero cederà SOLO questa parte azotata (8.5%) ureica nel tempo .

 

Questo tipo di cessione, è in grado chimicamente di rilasciare nutrienti attraverso attività microbica presente nel terreno. Processo chiamato idrolisi.

La cessione del concime, dipenderà dalla biodisponibilità dell'azoto  e potrà  durare fino massimo 12 settimane.  

 

Ecco altri elementi specificati all'interno del concime:

 

+ 2MgO (magnesio)

+ 0.50 Fe (Ferro)

+ 0.1 Mn (Manganese)

+ 0.0020 Cu (Rame)

+ 0.001 Mo  (Molibdeno)  

+ 0.020 Zinco (Zn)

 

 

 

ATTENZIONE : tutti i concimi necessitano di una somministrazione omogenea, che siano granulari o liquidi.

Compriamo un carrellino spandiconcime (lo consiglio rotativo) ed una pompa a spalla  (la consiglio a batteria)

 

Sempre Al Verde Team

 

 

conclusione :

Bene, abbiamo visto la carta d'identità del concime, abbiamo visto quale tipologia di azoto viene assorbita prima e quella che viene assorbita dopo con anche circa le tempistiche di rilascio.

Possiamo quindi scegliere un concime in base allo stato del nostro tappeto erboso, se dovesse servire azoto subito sceglieremo alcune forme, nel caso in cui volessimo far durare più possibile la cessione, sceglieremo un concime con più % possibile di lento rilascio o rilascio controllato.

Tutto sta nell' obiettivo da raggiungere. 

Anche i vari tipi di cessione influenzeranno la durata. 

 

 

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