LA LEONARDITE

Pubblicato il 19 aprile 2023 13:17

Ben ritrovati Amici di Sempre Al Verde,

 

La chiamano Leonardite, oro nero, ammendante, sostanza organica, insomma con tutti questi nomi, sarà qualcosa di speciale, ed infatti crediamo sia così.

Solo chi la conosce realmente, ne apprezza  a pieno i suoi effetti benefici. Noi comunque di Sempre Al Verde la chiamiamo con il proprio nome :

 

LA LEONARDITE  

 

Scoperta dal geologo Leonard Gray Arthur, che con le sue ricerche in America, capì quanto fosse importante questa sostanza naturale, in agricoltura.

Parliamo del 1960, mentre in Italia e nei paesi con uno sviluppo industriale maggiore, cominciava la terza rivoluzione agricola, quando si cominciarono a cercare, sistemi di incremento produttivo tramite la nascita di fertilizzanti e pesticidi e con l'abbandono progressivo dei metodi di fertilizzazione tradizionali.  Ad oggi gli stessi metodi (circa) che prendono il nome di agricoltura sostenibile o biologica. 

La Leonardite fa parte appunto di questa tipologia di prodotti, materiale fossile e carbonfossile che si trova nei giacimenti o depositi di lignite. L'ossidazione pronunciata di questo minerale risalta il suo contenuto elevatissimo di acidi umici e fulvici e lo rende uno degli ammendanti organici, più usati in agricoltura, per merito dell'effetto chelante che può avere nei terreni.

La Leonardite è un mineraloide di colore scuro e frutto di ossidazione di sostanza organica degradata e ossidata anche per centinaia o migliaia di anni, migliora la ritenzione idrica grazie alla formazione di humus stabile e di colloidi. La sua estrazione mineraria è quindi la più ricca di umati sul pianeta per merito di ossidazione della materia e non si può paragonare minimamente ad un estratto di canna da zucchero semplice additivato con acidi umici. 

1 litro di acido umico puro da Leonardite, equivale a 7/8 tonnellate di sostanza organica, favorisce colonie batteriche e rallenta fenomeni di retrogradazione e fissazione del fosforo e potassio. L'Humus nei terreni con PH acido si lega facilmente con idrossidi di Ferro e altri metalli (microelementi) favorendo così l'assorbimento di elementi dalla radice.

Possiamo usare la Leonardite nei suoli stanchi e terreni poveri, oppure per rendere più performante il nostro substrato. E' scientificamente dimostrata la sua capacità di assorbimento riguardo i metalli pesanti, migliora la struttura e la fertilità del suolo, senza dimenticare l'effetto benefico sulla parte ipogea, per merito della presenta di auxine negli acidi umici. In caso analizzassimo a laboratorio la sostanza, potremmo trovare livelli variabili di altri elementi, come magnesio, calcio, ferro e manganese. Per natura ha un PH acido, circa 4 e può essere usata a livello fogliare ad azione biostimolante grazie agli acidi fulvici.

 

Gli acidi fulvici sono derivanti dalla degradazione della sostanza organica presente del suolo, hanno un peso molecolare più basso degli acidi umici e sono solubili in acqua a qualsiasi PH. E' un composto attivo e mobile, che passa all'interno delle cellule permettendo alla pianta una migliore azione di fotosintesi. Ha la capacità di interagire con le altre sostanze organiche ed inorganiche, aumentando lo scambio cationico e riducendo la lisciviazione dei nutrienti. E' tra l'altro un ottimo chelante e rende disponibili numerosi minerali nelle cellule della pianta.

 

Gli acidi umici sono i costituenti dell' humus e componenti principali della materia organica. Essi costituiscono le basi per un suolo fertile a livello biologico e biochimico, donando nutrienti ai microrganismi per compiere il lavoro di simbiosi con la pianta. 

    La materia organica vegetale degradata, forma quindi, tramite umificazione, gli acidi umici, molecole dall'alto peso molecolare e molto complesse. Non si tratta infatti di un solo acido, ma di molecole formate in gruppi carbossilici e fenolici che a loro volta sono molecole organiche.

     

     

    METODO DI ESTRAZIONE

     

    L'estrazione della Leonardite  avviene di solito, tramite idrossido di potassio (K0H), in soluzione alcalina e con temperature elevate, poiché gli acidi umici, riescono a solubilizzare solo in soluzioni con PH elevato, mentre gli acidi fulvici come visto a qualsiasi PH. 

    Questo procedimento sarà ad estrazione chimica e si otterrà quindi alla vendita, un composto liquido estratto da Leonardite a PH alcalino, di solito 8 o superiore.

    Negli ultimi anni invece, le industrie all'avanguardia,  stanno modificando l'estrazione, tramite micronizzazione delle particelle di Leonardite, riuscendo a garantire quindi una purezza del prodotto molto più elevata, ed una concentrazione di umati pari alla Leonardite in natura.

    Si otterrà quindi un composto in formulazione acida, circa 4.5 e molto più concentrato. Ovviamente rimane quest'ultimo il metodo di estrazione migliore del prodotto, quindi si userà meno materiale e la conservazione di tutte le sue proprietà enzimatiche rimarrà tale.

    Quello  che si trova all’interno del prodotto è  una combinazione di  moltissimi  tipi di Acido Umico e Fulvico mescolati insieme in un unico prodotto e l'etichetta indicherà solo la quantità totale, la differenza la farà quindi la qualità della materia prima. 

    Possiamo inoltre trovare in commercio, estratti da Leonardite granulari, con mezzo estraente di idrossido di sodio o composti misti come leonarditi e zeoliti, il mercato ad oggi offre davvero molte soluzioni a riguardo.

     

     

    COME UTILIZZARE LA LEONARDITE 

     

    Possiamo ottenere quindi grandi benefici ed in base al risultato che vogliamo ottenere dalla Leonardite, dovremo agire con modalità differenti di impiego. Ecco spiegato come procedere :

     

    In caso di ammendatura del suolo, bisognerà usare Leonarditi con alte concentrazioni di  acidi umici per via radicale. Probabilmente questi composti avranno un rapporto C/N molto elevato quindi si consiglia un applicazione di azoto al suolo, in concomitanza.

     

    In caso di mantenimento e miglioramento delle performance del nostro substrato, dovremo usare leonarditi con acidi umici e fulvici in rapporto pari, per via radicale. Anche in questo caso, valutate bene il rapporto c/n del prodotto, consigliamo comunque un applicazione di azoto per non incorrere al sequestro di N (andate a leggere il rapporto c/n nella pagina, LA SOSTANZA ORGANICA

     

    In caso di biostimolazione della pianta, dovremo usare leonarditi con alte percentuali di acidi fulvici per via fogliare. Questi prodotti saranno coadiuvanti, anche per altri elementi che somministreremo nella stessa botte, esempio micoelementi o fertilizzanti.

     

    In sostanza le Leonarditi micronizzate possono essere usate anche come acidificatori della soluzione dato il PH acido, come base di nutrimento per un inoculo micorrizico o per donare alla pianta lo sprint necessario di colore, per recuperare, dopo un periodo di stress oppure per aumentare la biomassa dell'apparato radicale.

    Insomma, un solo prodotto per molteplici usi, che non può certo mancare nella nostra dispensa di prodotti necessari, alla cura del nostro tappeto erboso. 

     

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    Grazie per la lettura,

     

    Sempre Al Verde Team

     

       

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